venerdì 18 maggio 2007
www.francescocarbone.it
giovedì 17 maggio 2007
ZAMPILLO FUORI ORARIO
martedì 15 maggio 2007
lunedì 14 maggio 2007
NOIA
sabato 12 maggio 2007
Hallelujah - Jeff Buckley
i heard there was a secret chord
that david played and it pleased the lord
but you don't really care for music, do you
well it goes like this the fourth, the fifth
the minor fall and the major lift
the baffled king composing hallelujah
hallelujah...
well your faith was strong but you needed proof
you saw her bathing on the roof
her beauty and the moonlight overthrew you
she tied you to her kitchen chair
she broke your throne and she cut your hair
and from your lips she drew the hallelujah
hallelujah...
baby i've been here before
i've seen this room and i've walked this floor
i used to live alone before i knew you
i've seen your flag on the marble arch
but love is not a victory march
it's a cold and it's a broken hallelujah
hallelujah...
well there was a time when you let me know
what's really going on below
but now you never show that to me do you
but remember when i moved in you
and the holy dove was moving too
and every breath we drew was hallelujah
well, maybe there's a god above
but all i've ever learned from love
was how to shoot somebody who outdrew you
it's not a cry that you hear at night
it's not somebody who's seen the light
it's a cold and it's a broken hallelujah
hallelujah...
giovedì 10 maggio 2007
SPIDER-MAN 3

Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Azione, Avventura
Durata: 140'
Regia: Sam Raimi
Sito ufficiale: spiderman.sonypictures.com
Sito italiano: www.sonypictures.it/film/...
Cast: Tobey Maguire, Kirsten Dunst, James Franco, Thomas Haden Church, Topher Grace, Bryce Dallas Howard, James Cromwell, Rosemary Harris, J.K. Simmons
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia
Data di uscita: 01 Maggio 2007 (cinema)
man 3 accontenti e allo stesso tempo, deluda un po tutti gli spettatori, dai fan più sfegatati ed esigenti fino ai semplici e curiosi amanti del cinema. Il paragone con i precedenti è inevitabile e forse questo complica ancor di più le cose. Una storia ingarbugliata che si articola in cinque tracce distinte o quasi: il rapporto tra Peter e Mary Jane, l'uomo sabbia, il duello ( odio e amore ) tra "Spidey" e Harry Osborn, l'ingresso di Gwen Stacy ed ovviamente Venom. Spiderman 3 è insomma un Action Movie di visibile traccia gotica che si basa sulla continua scelta tra vendetta e perdono. Il bianco ed il nero. Il bene ed il male. Tra l'altro il tema del doppio è un tema che troviamo spesso nei fumetti americani. Tra i tanti quello più vicino a Spiderman e Superman alle prese con la kryptonite rossa che lo rendeva più aggressivo e folle.
nto di fotogrammi che sembrano comparire dal nulla. Senza tempo, senza il dovuto respiro. Scadente la scelta di inserire la scena (interminabile!!!) dove Peter Parker veste i panni del "ragazzino ribelle" che va in giro per la città sculettando e sorridendo sornione. Inutile. Inevitabilmente questa mole di materiale scenico induce Sam Raimi ad allontanarsi ( molto di più rispetto ai precedenti capitoli ) dalla storia originale del fumetto. Un'altra pecca, purtroppo, la riscontriamo nel personaggio di Harry o meglio in Goblin Junior che indossa un costume orrendo. Più che un Goblin semb
ra un samurai patito per lo skate! Tra le note positive troviamo sicuramente Thomas Haden Church che nella parte di SandMan ( uomo sabbia ) è uno dei personaggi più azzeccati. Esteticamente perfetto anche il personaggio di Venom che ci mostra, insieme alla miriade di strepitosi effetti speciali, la crescita esponenziale della computer grafica che risulta fondamentale per la realizzazione di film di questo tipo. Un elogio in particolare va di diritto a Bruce Campbell che, come nei due capitoli precedenti, grazie alla sua decennale amicizia con Raimi si è ritagliato un simpaticissimo spazio dove veste i panni di un esilarante maitre francese. Un'altra scenetta molto simpatica è stata vedere Stan Lee, il creatore del fumetto di Spiderman, duettare con il suo stesso supereroe dicendogli "...Sai figliolo, io credo che una persona è in grado di fare la differenza..." A conti fatti il film che (a mio modesto parere) dei tre è il meno bello, vale senza dubbio i soldi del biglietto...ovviamente con lo sconto del mercoledì! Un ringraziamento speciale va a Luca Maresca che a suo modo mi ha aiutato nella realizzazione di questa recensione ( VEDI STAN LEE ). Alla prossima!martedì 8 maggio 2007
LA SCATOLA
domenica 6 maggio 2007
mercoledì 2 maggio 2007
Henry Charles Bukowski

GIORNI COME RASOI, NOTTI PIENE DI RATTI
quando ero molto giovane dividevo equamente il mio tempo tra
bar e biblioteche; come poi riuscissi a provvedere agli
altri miei normali bisogni resta un mistero; boh, semplicemente
non me ne preoccupavo più di tanto -
se avevo un libro o qualcosa da bere allora non pensavo troppo
a tutto il resto - gli scemi riescono a crearsi un paradiso
tutto loro.
quando stavo al bar, pensavo di essere un duro, spaccavo le cose, facevo a botte
con gli altri, ecc.
nelle biblioteche era un'altra storia: me ne stavo zitto, giravo
da una sala all'altra, i libri non li leggevo tanto per intero
ma a pezzetti: medicina, geologia, letteratura e
filosofia. psicologia, matematica, storia, e quelle cose lì mi
davano la nausea. e per la musica ero più interessato alla musica vera e propria e alle
vite dei compositori che agli aspetti tecnici...
comunque, era con i filosofi che sentivo un senso di fratellanza:
Schopenhauer e Nietzsche e, anche se era difficile da leggere, pure il vecchio Kant;
trovavo che Santayana, che al tempo era parecchio famoso, fosse
fiacco e noioso, con Hegel invece ti dovevi fare un vero mazzo, soprattutto
se la sera prima avevi bevuto; c'è tanta gente che ho letto e che mi sono scordato,
e probabilmente non mi sono perso niente, ma mi ricordo di un tizio che ha scritto un
libro intero nel quale dimostrava che la luna non c'è
e ci riusciva così bene che alla fine tu pensavi, quest'uomo
ha assolutamente ragione, la luna non c'è.
come poteva un ragazzo degnarsi di andare a lavorare
8 ore al giorno quando non c'era più nemmeno la luna?
cos'altro ti
potevano togliere?
e
non mi piaceva tanto la letteratura quanto piuttosto i critici
letterari; erano dei veri cazzoni, quei tizi; usavano
un linguaggio raffinato, a suo modo splendido, per dire agli altri
critici, agli scrittori, che erano dei rottinculo. mi
rincuoravano.
ma erano i filosofi che soddisfacevano
quel bisogno
che si celava da qualche parte nella mia testa confusa: immergendomi
nei loro eccessi e nel loro
farraginoso vocabolario,
spesso mi
incantavano
saltavano fuori
con affermazioni azzardate infiammate che mi sembravano
verità assoluta o maledettamente vicine
alla verità assoluta,
e questo tipo di sicurezza era quello che cercavo per la vita
di ogni giorno, che assomigliava molto di più
a un pezzo di cartone.
quei tizi erano dei grandi, mi hanno fatto sopportare
giorni come rasoi e notti piene di ratti; mentre le donne
tiravano sul prezzo come banditrici venute dall'inferno.
i miei fratelli, i filosofi, loro mi parlavano come
nessun altro per strada o in giro aveva fatto mai; riempivano
un vuoto immenso.
che bravi ragazzi, oh, davvero dei bravi
ragazzi!
eh sì, le biblioteche sono state utili; ma nel mio altro tempio, nei
bar, era un'altra storia, più semplificata, le parole
e i comportamenti erano
diversi...
i giorni in biblioteca, le notti al bar.
le notti erano simili,
hai qualcuno seduto vicino, e magari non è
neanche un tipo cattivo, ma a me non ispira per niente,
c'è un'orribile aria di morte lì dentro - penso a mio padre,
ai miei professori, alle facce che stanno sulle monete e le banconote,
ai sogni popolati da assassini con occhi spenti; be',
in un modo o nell'altro io e questo tizio prendiamo a scambiarci delle occhiate,
una rabbia violenta inizia lentamente a montare: siamo nemici, cane e
gatto, prete e ateo, acqua e fuoco; la tensione cresce,
mattone su mattone, in attesa del crollo; le mani
giunte e poi sciolte, beviamo, adesso, finalmente abbiamo uno
scopo:
si gira verso di me:
"amico, c'è qualcosa che non va?"
"come no, sei tu".
"e ci vogliamo fare qualche cosa?"
"sicuro".
finiamo di bere, ci alziamo, e usciamo sul retro del
bar, fuori nel vicolo; ci giriamo
e siamo uno di fronte all'altro.
io gli dico: "tra noi due non c'è altro che questa distanza: a te
ti va di
eliminarla?"
lui mi si getta addosso e in qualche modo è soltanto una parte della parte della
parte.
sabato 7 aprile 2007
giovedì 5 aprile 2007
LIVE
Nel Frattempo...
venerdì 30 marzo 2007
300

Titolo originale: 300
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Azione, Avventura
Durata: 116'
Regia: Zack Snyder
Sito ufficiale:
www.300themovie.warnerbros.com
Sito italiano:
wwws.warnerbros.it/300
Cast:
Gerard Butler, Vincent Regan, Lena Headey, David Wenham
Distribuzione: Warner Bros.
lunedì 5 marzo 2007
Sfogo di una pazzo in un vagabondo
Tutto cominciò un pomeriggio d’inverno. Annoiato e distrutto dai troppi discorsi sulla vita e la morte che mi propinavo i miei tristi amici del bar, uscii ed arrivato in piazza partecipai, come assuefatto spettatore, allo sfogo di un pazzo in un vagabondo. Si un vagabondo che aveva come interlocutore un pazzo, un fantasma, che forse dimorava nelle sue fragili membra. Cominciò la sua arringa contro nessuno così:
“Mi hanno detto molte cose. Mi hanno detto che tutti possiamo sbagliare. Che tutti siamo imperfetti, essere convinto e commettere sempre lo stesso crimine. Errare è umano, perseverare è diabolico, forse. Non ce la faccio più, confinato nel mio mondo immaginario, affronterò il freddo ed il caldo, fino all'ultimo secondo. Osserverò la gente passare. Seduto affianco alla fretta, di chi sa ridere e scherzare, di chi sa piangere e stare male”.
Fumava una sigaretta e passeggiava nervosamente avanti e dietro consumando le sue ossa e le sue già lacerate scarpe. Poi dopo un lungo tiro alla cicca ricominciò.
“Manderò giù boccone dopo boccone e con l'orgoglio mi laverò le mani, condannando non il figlio di un dio ma un uomo qualunque che potrei essere io. Innalzo calici vuoti dall'euforia mentre, il cavallo entra e crea scompiglio”.
Mi siedo. Sto muto.
Evangeliche soluzioni non riconosciute, allargano il più grande buco nero dell'universo la terra. Nessuno da importanza a ciò che dice, vagabondo pazzo in questo mondo di senza tempo. All’improvviso la sua voce fuoriuscì quasi frantumando i miei avidi timpani.
“Si! Parlo di quello che non si vede. Descrivo un frastuono che non avverto e mi accorgo di essere privo di razionale razionalità”.
Allora preso da quelle parole, guardandolo dritto negli occhi, gli dissi:
“Ma tu hai scrupoli da esaminare, verso coscienze pulite ai margini della legalità.”
“Stai attento” – mi sussurra stupefatto un passante – “è pazzo!”.
Il vagabondo rispose con gli occhi colmi di rabbia e sangue. La voce cominciava già ad affievolirsi.
“Brucia la buffoneria di chi crede che il mondo sia giusto. Uccelli seduti, volano gli uomini, perchè io cado?”
Prima domanda verso il regno di chi non ascolta e di chi sente solo ciò che vuole.
“Se stessi qui ad impazzire non continuerei a dire frasi apparentemente prive di senso... o forse si?”. “Perchè mi chiedi cose che non so? – gli dissi – “non ho creato io questo turbinio di domande.”
“Decine di parole. Non penso. Non credo. Sdraiato su un cuscino di lana scura partorisco nuovi caratteri ,diversi segni facili da interpretare... in malo modo, perchè chi dettò le leggi non è più qui benché come uomo, morì prima che dio nascesse”.
“Qual’è il tuo scopo? Cosa vuoi dimostrare?” chiesi.
“Un bel niente, ecco tutto! Però sono pazzo e ne potrei approfittare...? Giusto, mi devo sfogare. Ecco una fotografia : lui, il grande imprenditore. Computer, palestra, macchine sportive. Lei, frigida mignatta, annoiata e tremendamente puerile. Accoppiata perfetta, falsa come le parole di un prete, nata per uno squallido scambio di compromessi!”
Non capivo di chi stava parlando?
“Ti riferisci forse a me?”
Mi rispose: “Di chi sto parlando? Ma del destino, ovviamente, e della sua fedele moglie, la sorte che troppe volte ha osato voltarmi le spalle. E tu destino senza cuore come puoi abbandonarmi proprio ora...? Ma ti prego fai pure, vinci e continua a voltarti tutte le volte che vuoi. Perchè vitale è per te la forza di chi riesce solo a dormire. Dieci scarpe strette per migliaia di elefantiche sagome annerite dal catrame”.
Sensazioni di ira stanca e spazientita. La mente non si ferma presagio di un capolinea non molto lontano. Nulla di più salutare ed oscuro della vita con un dubbio... e se il pazzo non fossi io? Impossibile! Pensai. Feci come per chiederlo ma quel mio strano interlocutore mi blocco proseguendo:
“Io maneggio santi e ladroni, accarezzo finte depravazioni, faccio resuscitare le più recondite perversioni mentali affinché dei tre sacchi sia io quello vuoto. Non mi è mai piaciuto pagare per avere! Si potrebbe barattare. Non capisco. Ho giocato, ho vinto, ho perso, ho fatto bene, ho fatto male”.
“Hai semplicemente azzerato il conteggio” dissi.
Ennesimo ritorno alla normalità, sono in grado di farlo.
“Ora salgo sull'astronave e ti saluto – disse - tu che non vedi ricorda, mai nessuno è stato in grado di vedere ciò che io ho imparato.”
Gettò lontano la sigaretta , abbottonò il suo cappotto usurato e andò via, verso il mare. Un folto numero di persone che si erano fermate in circolo attorno a noi, mi osservava. Sentivo quegli occhi puntati sul mio corpo. Mi hanno detto molte cose, ma del resto cosa sono, come sono, chi sono, non importa. Meglio una pazza reputazione che uno spettacolo di un burattino senza fili.