sabato 7 aprile 2007
giovedì 5 aprile 2007
LIVE
Finalmente ci sono riuscito!!! Immagini in diretta dalla mia webcam 24 al giorno, 7 giorni su 7.
Nel Frattempo...
NUOVO LOOK. In più aggiunte la RADIO, i collegamenti ai video di ARCOIRIS WEB TV e la CHAT!!! e tra un po' anche le immagini direttamente dalla casa di Francesco ( Punessa ), meglio del GrandeFratello!!!!!!!
venerdì 30 marzo 2007
300

Titolo originale: 300
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Azione, Avventura
Durata: 116'
Regia: Zack Snyder
Sito ufficiale:
www.300themovie.warnerbros.com
Sito italiano:
wwws.warnerbros.it/300
Cast:
Gerard Butler, Vincent Regan, Lena Headey, David Wenham
Distribuzione: Warner Bros.
Possono 300 uomini tener testa ad un enorme esercito formato da migliaia di soldati? Questo è quello che successe nel 480 a.C. quando re Leonida e 300 valorosi guerrieri spartani fermarono per 3 tre giorni l'invasione del re persiano Serse nella battaglia delle Termopili. Pochi contro molti. Frank Miller nella sua "graphic novel" non vuole raccontarci la storia ma cerca di disegnare il coraggio e la determinazione di pochi uomini liberi che si ribellarono alle regole e che con il loro sacrificio spinsero tutta la Grecia ad unirsi contro gli invasori.
Il film di Zack Snyder è un intreccio di generi. Dall'azione con battaglie ricche di sangue, decapitazioni e morte che si attaccano al fantasy stile Il Signore degli Anelli con elefanti e mostri esotici per giungere in fine all'epico clamore e hai colori sgargianti stile Il Gladiatore.
Di sicuro 116 minuti da vedere.
lunedì 5 marzo 2007
Sfogo di una pazzo in un vagabondo
Vecchie pagine scritte tempo fa... ritornano... più forti, più vive.
Tutto cominciò un pomeriggio d’inverno. Annoiato e distrutto dai troppi discorsi sulla vita e la morte che mi propinavo i miei tristi amici del bar, uscii ed arrivato in piazza partecipai, come assuefatto spettatore, allo sfogo di un pazzo in un vagabondo. Si un vagabondo che aveva come interlocutore un pazzo, un fantasma, che forse dimorava nelle sue fragili membra. Cominciò la sua arringa contro nessuno così:
“Mi hanno detto molte cose. Mi hanno detto che tutti possiamo sbagliare. Che tutti siamo imperfetti, essere convinto e commettere sempre lo stesso crimine. Errare è umano, perseverare è diabolico, forse. Non ce la faccio più, confinato nel mio mondo immaginario, affronterò il freddo ed il caldo, fino all'ultimo secondo. Osserverò la gente passare. Seduto affianco alla fretta, di chi sa ridere e scherzare, di chi sa piangere e stare male”.
Fumava una sigaretta e passeggiava nervosamente avanti e dietro consumando le sue ossa e le sue già lacerate scarpe. Poi dopo un lungo tiro alla cicca ricominciò.
“Manderò giù boccone dopo boccone e con l'orgoglio mi laverò le mani, condannando non il figlio di un dio ma un uomo qualunque che potrei essere io. Innalzo calici vuoti dall'euforia mentre, il cavallo entra e crea scompiglio”.
Mi siedo. Sto muto.
Evangeliche soluzioni non riconosciute, allargano il più grande buco nero dell'universo la terra. Nessuno da importanza a ciò che dice, vagabondo pazzo in questo mondo di senza tempo. All’improvviso la sua voce fuoriuscì quasi frantumando i miei avidi timpani.
“Si! Parlo di quello che non si vede. Descrivo un frastuono che non avverto e mi accorgo di essere privo di razionale razionalità”.
Allora preso da quelle parole, guardandolo dritto negli occhi, gli dissi:
“Ma tu hai scrupoli da esaminare, verso coscienze pulite ai margini della legalità.”
“Stai attento” – mi sussurra stupefatto un passante – “è pazzo!”.
Il vagabondo rispose con gli occhi colmi di rabbia e sangue. La voce cominciava già ad affievolirsi.
“Brucia la buffoneria di chi crede che il mondo sia giusto. Uccelli seduti, volano gli uomini, perchè io cado?”
Prima domanda verso il regno di chi non ascolta e di chi sente solo ciò che vuole.
“Se stessi qui ad impazzire non continuerei a dire frasi apparentemente prive di senso... o forse si?”. “Perchè mi chiedi cose che non so? – gli dissi – “non ho creato io questo turbinio di domande.”
“Decine di parole. Non penso. Non credo. Sdraiato su un cuscino di lana scura partorisco nuovi caratteri ,diversi segni facili da interpretare... in malo modo, perchè chi dettò le leggi non è più qui benché come uomo, morì prima che dio nascesse”.
“Qual’è il tuo scopo? Cosa vuoi dimostrare?” chiesi.
“Un bel niente, ecco tutto! Però sono pazzo e ne potrei approfittare...? Giusto, mi devo sfogare. Ecco una fotografia : lui, il grande imprenditore. Computer, palestra, macchine sportive. Lei, frigida mignatta, annoiata e tremendamente puerile. Accoppiata perfetta, falsa come le parole di un prete, nata per uno squallido scambio di compromessi!”
Non capivo di chi stava parlando?
“Ti riferisci forse a me?”
Mi rispose: “Di chi sto parlando? Ma del destino, ovviamente, e della sua fedele moglie, la sorte che troppe volte ha osato voltarmi le spalle. E tu destino senza cuore come puoi abbandonarmi proprio ora...? Ma ti prego fai pure, vinci e continua a voltarti tutte le volte che vuoi. Perchè vitale è per te la forza di chi riesce solo a dormire. Dieci scarpe strette per migliaia di elefantiche sagome annerite dal catrame”.
Sensazioni di ira stanca e spazientita. La mente non si ferma presagio di un capolinea non molto lontano. Nulla di più salutare ed oscuro della vita con un dubbio... e se il pazzo non fossi io? Impossibile! Pensai. Feci come per chiederlo ma quel mio strano interlocutore mi blocco proseguendo:
“Io maneggio santi e ladroni, accarezzo finte depravazioni, faccio resuscitare le più recondite perversioni mentali affinché dei tre sacchi sia io quello vuoto. Non mi è mai piaciuto pagare per avere! Si potrebbe barattare. Non capisco. Ho giocato, ho vinto, ho perso, ho fatto bene, ho fatto male”.
“Hai semplicemente azzerato il conteggio” dissi.
Ennesimo ritorno alla normalità, sono in grado di farlo.
“Ora salgo sull'astronave e ti saluto – disse - tu che non vedi ricorda, mai nessuno è stato in grado di vedere ciò che io ho imparato.”
Gettò lontano la sigaretta , abbottonò il suo cappotto usurato e andò via, verso il mare. Un folto numero di persone che si erano fermate in circolo attorno a noi, mi osservava. Sentivo quegli occhi puntati sul mio corpo. Mi hanno detto molte cose, ma del resto cosa sono, come sono, chi sono, non importa. Meglio una pazza reputazione che uno spettacolo di un burattino senza fili.
Tutto cominciò un pomeriggio d’inverno. Annoiato e distrutto dai troppi discorsi sulla vita e la morte che mi propinavo i miei tristi amici del bar, uscii ed arrivato in piazza partecipai, come assuefatto spettatore, allo sfogo di un pazzo in un vagabondo. Si un vagabondo che aveva come interlocutore un pazzo, un fantasma, che forse dimorava nelle sue fragili membra. Cominciò la sua arringa contro nessuno così:
“Mi hanno detto molte cose. Mi hanno detto che tutti possiamo sbagliare. Che tutti siamo imperfetti, essere convinto e commettere sempre lo stesso crimine. Errare è umano, perseverare è diabolico, forse. Non ce la faccio più, confinato nel mio mondo immaginario, affronterò il freddo ed il caldo, fino all'ultimo secondo. Osserverò la gente passare. Seduto affianco alla fretta, di chi sa ridere e scherzare, di chi sa piangere e stare male”.
Fumava una sigaretta e passeggiava nervosamente avanti e dietro consumando le sue ossa e le sue già lacerate scarpe. Poi dopo un lungo tiro alla cicca ricominciò.
“Manderò giù boccone dopo boccone e con l'orgoglio mi laverò le mani, condannando non il figlio di un dio ma un uomo qualunque che potrei essere io. Innalzo calici vuoti dall'euforia mentre, il cavallo entra e crea scompiglio”.
Mi siedo. Sto muto.
Evangeliche soluzioni non riconosciute, allargano il più grande buco nero dell'universo la terra. Nessuno da importanza a ciò che dice, vagabondo pazzo in questo mondo di senza tempo. All’improvviso la sua voce fuoriuscì quasi frantumando i miei avidi timpani.
“Si! Parlo di quello che non si vede. Descrivo un frastuono che non avverto e mi accorgo di essere privo di razionale razionalità”.
Allora preso da quelle parole, guardandolo dritto negli occhi, gli dissi:
“Ma tu hai scrupoli da esaminare, verso coscienze pulite ai margini della legalità.”
“Stai attento” – mi sussurra stupefatto un passante – “è pazzo!”.
Il vagabondo rispose con gli occhi colmi di rabbia e sangue. La voce cominciava già ad affievolirsi.
“Brucia la buffoneria di chi crede che il mondo sia giusto. Uccelli seduti, volano gli uomini, perchè io cado?”
Prima domanda verso il regno di chi non ascolta e di chi sente solo ciò che vuole.
“Se stessi qui ad impazzire non continuerei a dire frasi apparentemente prive di senso... o forse si?”. “Perchè mi chiedi cose che non so? – gli dissi – “non ho creato io questo turbinio di domande.”
“Decine di parole. Non penso. Non credo. Sdraiato su un cuscino di lana scura partorisco nuovi caratteri ,diversi segni facili da interpretare... in malo modo, perchè chi dettò le leggi non è più qui benché come uomo, morì prima che dio nascesse”.
“Qual’è il tuo scopo? Cosa vuoi dimostrare?” chiesi.
“Un bel niente, ecco tutto! Però sono pazzo e ne potrei approfittare...? Giusto, mi devo sfogare. Ecco una fotografia : lui, il grande imprenditore. Computer, palestra, macchine sportive. Lei, frigida mignatta, annoiata e tremendamente puerile. Accoppiata perfetta, falsa come le parole di un prete, nata per uno squallido scambio di compromessi!”
Non capivo di chi stava parlando?
“Ti riferisci forse a me?”
Mi rispose: “Di chi sto parlando? Ma del destino, ovviamente, e della sua fedele moglie, la sorte che troppe volte ha osato voltarmi le spalle. E tu destino senza cuore come puoi abbandonarmi proprio ora...? Ma ti prego fai pure, vinci e continua a voltarti tutte le volte che vuoi. Perchè vitale è per te la forza di chi riesce solo a dormire. Dieci scarpe strette per migliaia di elefantiche sagome annerite dal catrame”.
Sensazioni di ira stanca e spazientita. La mente non si ferma presagio di un capolinea non molto lontano. Nulla di più salutare ed oscuro della vita con un dubbio... e se il pazzo non fossi io? Impossibile! Pensai. Feci come per chiederlo ma quel mio strano interlocutore mi blocco proseguendo:
“Io maneggio santi e ladroni, accarezzo finte depravazioni, faccio resuscitare le più recondite perversioni mentali affinché dei tre sacchi sia io quello vuoto. Non mi è mai piaciuto pagare per avere! Si potrebbe barattare. Non capisco. Ho giocato, ho vinto, ho perso, ho fatto bene, ho fatto male”.
“Hai semplicemente azzerato il conteggio” dissi.
Ennesimo ritorno alla normalità, sono in grado di farlo.
“Ora salgo sull'astronave e ti saluto – disse - tu che non vedi ricorda, mai nessuno è stato in grado di vedere ciò che io ho imparato.”
Gettò lontano la sigaretta , abbottonò il suo cappotto usurato e andò via, verso il mare. Un folto numero di persone che si erano fermate in circolo attorno a noi, mi osservava. Sentivo quegli occhi puntati sul mio corpo. Mi hanno detto molte cose, ma del resto cosa sono, come sono, chi sono, non importa. Meglio una pazza reputazione che uno spettacolo di un burattino senza fili.
francesco
mercoledì 21 febbraio 2007
SOLO UNA FRASE
"Meu Deus perdoa porque eles não sabem que eles fazem"
"Dio mio perdona loro perchè non sanno quello che fanno".
"Dio mio perdona loro perchè non sanno quello che fanno".
Mai, come in questo momento frase più azzeccata.
A volte prendi una strada.
La vivi.
Intensamente.
Ne assapori ogni singolo centimetro. Mentre cammini, l'aria dolce ti avvolge leggera. Il respiro è sereno, il corpo riposato. Non ti preoccupi di quello che troverai anzi hai fretta di scoprire cosa ci sarà tra un metro, dopo quell'albero, vicino a quel lampione. Poi ad un tratto, senza un motivo, tutto comincia a pesare. Il corpo si stanca, la testa bolle e l'aria spezza la gola.
Tutto quello che riesci a fare è tornare indietro come sempre, come ora...
Dio mio perdona loro perchè non sanno quello che fanno.
A volte prendi una strada.
La vivi.
Intensamente.
Ne assapori ogni singolo centimetro. Mentre cammini, l'aria dolce ti avvolge leggera. Il respiro è sereno, il corpo riposato. Non ti preoccupi di quello che troverai anzi hai fretta di scoprire cosa ci sarà tra un metro, dopo quell'albero, vicino a quel lampione. Poi ad un tratto, senza un motivo, tutto comincia a pesare. Il corpo si stanca, la testa bolle e l'aria spezza la gola.
Tutto quello che riesci a fare è tornare indietro come sempre, come ora...
Dio mio perdona loro perchè non sanno quello che fanno.
giovedì 11 gennaio 2007
APOCALYPTO

Titolo originale:
Apocalypto
Nazione:
U.S.A.
Anno:
2006
Genere:
Azione, Avventura
Durata:
138'
Regia:
Mel Gibson
Sito ufficiale:
www.apocalypto.movies.com/
Sito italiano:
www.apocalypto.eaglepictures.com
Salerno, Mercoledì 10 Gennaio 2007 ore 00.30 circa.
All'uscita dal cinema le facce degli spettatori erano più o meno tutte uguali. Io provavo un lieve senso di disturbo allo stomaco e avevo in testa un iterrogativo inevaso... "e allora?"
Il film è in lingua originale con i sottotitoli ( che stress... Mel pagali due o tre doppiatori ).
In tutta onestà il film non mi è piaciuto e non voglio parlarne male ( mi annoio ).
Solo una cosa mi è rimasta molto impressa nella mente ( vi lascio immaginare ), l'incredibile somiglianza dell'attore protagonista ( il nome? ora volete troppo!!!) con un noto calciatore brasiliano: Ronaldinho.
Lo so come recensione fa schifo, ma ogni film ha la recensione che si merita!!!Mediocre
SI FA PER DIRE
Si apre oggi una nuova rubrica del mio blog. Lo scopo è quello di recensire tutti i film che vedrò. ( Cinema, Dvd, Divx, Corti, Lunghi etc etc). Il perchè non lo so ma l'idea mi è venuta ieri sera all'uscita dal cinema Augusteo di Salerno dopo la visione ( per la modica cifra di 4 euro ) dell'ultimo film di Mel Gibson, Apocalypto. Comincerò dunque un ciclo spero lungo e simpatico di recensioni e critiche alla Punessa. Il giudizio verrà elaborato su una serie di fattori che no sto qui a spiegarvi. Chi avrà il maggior numero di bobbine d'oro?
A Voi i commenti....
venerdì 1 dicembre 2006
i Venerdì del Poker
Stasera ore 21 circa si aprono le danze. Ha inizio la stagione "pokeristica" invernale che quasi sicuramente, come nostro solito, durerà solo qualche settimana ( vedi cineforum o partite di calcetto ). I giocatori che per il momento sono solo 3, Francesco Carillo detto "Lesio Poker", Francesco Carbone detto "Punes Hold'em" e Paolo Ardia detto "Paolo Ardia" si sfideranno in una serie travolgente di mani di Poker. Oltre al classico Poker 5 Card Draw, un misto di giochetti stupidi tipo Buoni o Cattivi, Ascensore e Telesine varie. Il tutto si consumerà in un luogo segreto ancora da stabilire ( il dubbio è tra casa di Pollo o casa di Pollo ). L'ingresso al tavolo (molto alto, ma molto molto alto, il tavolo!) è di 5 soldi, divisi in fiches ( chips, frints, pistr ): 10 da 10 soldini, 4 da 50 soldini, 2 da 1 soldo. Spero che questa nuova avventura regali bei momenti e si arricchisca sempre di nuovi giocatori!!! Nel frattempo vi regalo una piccola magia che è più o meno il desiderio di ogni giocatore di poker.
5 carte. contarle. aprirle a ventaglio (terziarle). richiuderle. ricontarle e trasformarle in qualcosa di magnifico...Royal Flush
5 carte. contarle. aprirle a ventaglio (terziarle). richiuderle. ricontarle e trasformarle in qualcosa di magnifico...Royal Flush
QUESTO POST E' CONTRARIO AD OGNI FORMA DI GIOCO D'AZZARDO!
OGNI RIFERIMENTO A FATTI, LUOGHI O PERSONE E' PURAMENTE DOVUTO ALLA MENTE MALATA DELLO SCRITTORE.
venerdì 24 novembre 2006
Momenti svaniti
Qualche sera fa ero in giro con un amica per le vetrine del centro. In una di queste ho rivisto qualcosa che mi ha fatto venire in mente tanti bei ricordi. Ricordi adolescenziali di un liceo non troppo lontano eppure quasi dimenticato. Nella vetrina di un negozietto di articoli da regalo, appunto, ho rivisto un mazzo di carte francesi non un mazzo comune, il mazzo di carte della Jack Daniel's. In un attimo sono tornati i sogni, le speranze ed i progetti di quattro giovani amici legati da una carta da gioco, una semplice carta da gioco. L'amicizia si consacrò con la consegna ( da parte mia ) dei 4 Jacks ai quali si aggiunsero subito dopo i due jolly. Così questo gruppo di amici creò qualcosa che andava al di là della semplice amicizia qualcosa di puro, d'incontaminato. Dopo un po un'altra carta fu consegnata, la regina di cuori. Un simbolo. Nella nostra cerchia ristretta, dove i problemi di uno erano i problemi di tutti, avevamo bisogno di una donna, un'amica vera! Con il passare del tempo sono successe tante di quelle cose che non ho ne la voglia ne il tempo di raccontare. Cose che hanno distrutto quello che cresceva. E' stato come abbattere le fondamenta di un grattacielo ancora in costruzione. Ora tutto non ha più senso e il valore è solo quello affettivo legato ai ricordi e alle grandi bevute fatte insieme. Forse a qualcosa sono servite. In onore dei tempi passati ho creato questa piccola illusione, una piccola magia per un grande spettacolo del passato. I 4 Jacks!
martedì 21 novembre 2006
TROVARE SE STESSI...

A volte ci nascondiamo, altre volte siamo solo l'ombra di noi stessi. Ci sono momenti dove ci sentiamo smarriti e tutto ci sembra così lontano. Oggi, grazie ad internet, ho ritrovato me stesso!!!
lunedì 20 novembre 2006
Comincia così
Una nuova avventura "Bloggistica" alla ricerca della strada da seguire una volta per tutte.
In questo blog troverete pezzi sparsi di quello che è stato, quello che è e, perchè no, quello che sarà Francesco Carbone o meglio Punessa. Spero di creare uno spazio divertente, riflessivo, carino, politicamente corretto ( se se ), insomma qualcosa che meriti pochi minuti del vostro prezioso tempo.
In questo blog troverete pezzi sparsi di quello che è stato, quello che è e, perchè no, quello che sarà Francesco Carbone o meglio Punessa. Spero di creare uno spazio divertente, riflessivo, carino, politicamente corretto ( se se ), insomma qualcosa che meriti pochi minuti del vostro prezioso tempo.
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